
That's a Wrap
Riepilogo
That's a Wrap (2023), diretto da Marcel Walz, è uno slasher metacinematografico ambientato nel mondo del cinema indipendente. Al termine delle riprese di un film horror, il regista organizza una festa per celebrare la conclusione del progetto e riunisce attori, tecnici e collaboratori in una grande casa. L’atmosfera, inizialmente rilassata e festosa, cambia rapidamente quando una figura mascherata, ispirata all’immaginario del film appena realizzato, comincia a perseguitare gli invitati. La vicenda segue soprattutto il gruppo di interpreti e membri della troupe, ciascuno alle prese con rivalità, ambizioni, risentimenti e rapporti personali tutt’altro che sereni. Al centro ci sono il regista, convinto di aver creato la propria opera più importante, e le attrici e gli attori che cercano di affermarsi in un ambiente competitivo, spesso superficiale e dominato dalle apparenze. Quando la minaccia diventa concreta, le dinamiche professionali lasciano spazio alla diffidenza: tutti possono essere vittime, ma anche avere qualcosa da nascondere. Il film sfrutta con gusto gli elementi tipici del sottogenere “film nel film”, giocando sul confine tra la violenza messa in scena davanti alla macchina da presa e quella che irrompe nella realtà. La maschera, i costumi e i rituali del set diventano strumenti di paura, mentre il party si trasforma in una sorta di palcoscenico chiuso e claustrofobico. Più che costruire un’indagine complessa, That's a Wrap punta sul ritmo del gioco al massacro, su una serie di tensioni crescenti e su un tono volutamente sopra le righe. Tra i temi principali emergono la vanità dell’ambiente cinematografico, la distanza tra persona e personaggio e il modo in cui il desiderio di successo può alimentare manipolazione e rancore. È un omaggio ironico agli slasher classici, con una componente autoreferenziale che invita a chiedersi dove finisca la finzione e dove cominci il vero spettacolo.













