
TÁR
Lydia Tár, prima donna di sempre a dirigere l'orchestra dei Berliner Philharmoniker, si trova al centro di polemiche sull'abuso di potere esercitato nel proprio ruolo e sulla richiesta di favori sessuali fatta a delle dipendenti in cambio di riconoscimenti professionali. In particolare, dopo il suicidio di una sua ex assistente, Krysta, cominciano a circolare prove e video compromettenti, probabilmente diffusi da membri del suo stesso staff.
Riepilogo
“TÁR” di Todd Field è un dramma psicologico ambientato nel mondo dell’alta musica, dove il talento, il prestigio e il potere si intrecciano fino a diventare quasi indistinguibili. Al centro della storia c’è Lydia Tár, interpretata da Cate Blanchett, una direttrice d’orchestra di fama internazionale e la prima donna a guidare i Berliner Philharmoniker. Celebrata come un’artista geniale, rigorosa e carismatica, Lydia sta preparando quella che considera la prova più importante della sua carriera: l’incisione della Quinta Sinfonia di Mahler. La sua posizione di assoluto prestigio, però, comincia a incrinarsi. Lydia è accusata di aver abusato del proprio potere e di aver favorito o sedotto giovani collaboratrici in cambio di opportunità professionali. La situazione si aggrava dopo il suicidio di Krysta Taylor, una sua ex assistente, mentre sui social e negli ambienti musicali iniziano a circolare testimonianze, messaggi e video compromettenti. Il sospetto è che qualcuno vicino a Lydia stia raccogliendo e diffondendo quelle prove, trasformando la sua vita privata e professionale in un caso pubblico. Accanto alla protagonista ci sono Sharon, sua moglie e primo violino dell’orchestra, con cui Lydia condivide tanto la vita familiare quanto l’ambizione artistica; la figlia Petra, ancora bambina ma già coinvolta nelle tensioni del mondo degli adulti; Francesca, assistente personale di Lydia, che aspira a diventare direttrice d’orchestra e conosce bene i meccanismi interni del potere; e Olga, una giovane musicista il cui arrivo sembra attirare particolarmente l’attenzione della protagonista. Importante è anche Eliot Kaplan, influente figura del panorama musicale e finanziario, capace di incarnare la rete di relazioni, favori e alleanze da cui dipende il successo di Lydia. Il film procede con ritmo misurato e un’atmosfera sempre più inquieta, osservando da vicino prove orchestrali, interviste, lezioni, riunioni e momenti familiari. La musica non è soltanto lo sfondo della vicenda, ma diventa uno strumento per parlare di disciplina, interpretazione e controllo. Lydia pretende dagli altri una dedizione assoluta e difende un’idea gerarchica dell’arte, secondo cui il direttore deve imporsi sull’orchestra per dare forma a una visione unitaria. Le sue convinzioni entrano però in conflitto con una sensibilità contemporanea più attenta all’inclusione, alla responsabilità e agli squilibri di potere. “TÁR” riflette così sul rapporto tra genio e impunità, sulla cancellazione dei confini tra vita privata e reputazione pubblica e sulla facilità con cui un sistema può esaltare una persona per poi abbandonarla. Il film non offre risposte semplici né una lettura univoca della protagonista: Lydia è brillante, colta e capace di una straordinaria forza creativa, ma anche manipolatrice, intimidatoria e profondamente consapevole dei privilegi che il suo ruolo le garantisce. La sua caduta, o la minaccia di una caduta, diventa il ritratto di un’epoca in cui il talento non basta più a proteggere chi esercita il potere senza rendere conto delle proprie azioni.
Trailer
Cast



































