
Surrogate
Riepilogo
Surrogate (2022) è un thriller psicologico australiano che segue una giovane donna in una situazione di forte vulnerabilità, la quale accetta di portare avanti una gravidanza per conto di una coppia desiderosa di avere un figlio. Quello che all’inizio sembra un accordo regolato da precise condizioni e da un apparato medico competente si trasforma gradualmente in un’esperienza sempre più inquietante. Con il procedere della gravidanza, la protagonista comincia a confrontarsi con sintomi, visioni e comportamenti altrui che la spingono a dubitare delle persone che la circondano e persino della propria percezione della realtà. Al centro della storia c’è dunque la madre surrogata, una donna segnata da fragilità personali e difficoltà economiche, che cerca di mantenere il controllo sul proprio corpo e sulle proprie decisioni. Accanto a lei ci sono la coppia committente, apparentemente animata dal desiderio di costruire una famiglia ma avvolta da un’inquietante ambiguità, e le figure mediche coinvolte nella gravidanza, il cui ruolo contribuisce a rendere sempre più labile il confine tra cura, controllo e manipolazione. Il film usa la gravidanza come fonte di tensione e come metafora della perdita di autonomia. I temi principali riguardano il diritto di una donna sul proprio corpo, lo sfruttamento delle persone vulnerabili, il desiderio di maternità e le conseguenze psicologiche del trauma. L’atmosfera claustrofobica e l’incertezza su ciò che sia reale o frutto della mente della protagonista danno a Surrogate una dimensione sospesa tra horror soprannaturale e dramma psicologico. Più che puntare su spiegazioni immediate, il film costruisce un senso crescente di disagio, lasciando emergere interrogativi morali sulla maternità, sul consenso e sul prezzo che si è disposti a pagare per ottenere una famiglia.



