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Scoop
Un colloquio può cambiare tutto.
Questa drammatizzazione ispirata a eventi reali racconta come le donne di Newsnight hanno ottenuto la famigerata intervista con il principe Andrea.
Riepilogo
“Scoop” (2024) ricostruisce la genesi della controversa intervista televisiva concessa dal principe Andrea al programma della BBC “Newsnight” nel 2019, quando i suoi rapporti con Jeffrey Epstein erano tornati al centro dell’attenzione pubblica. Il film segue soprattutto il lavoro dietro le quinte che rende possibile quello che sembra un incontro quasi impensabile: una trattativa lunga, delicata e rischiosa, condotta tra pressioni istituzionali, cautele legali e resistenze da parte dell’establishment reale. Al centro della vicenda c’è Sam McAlister, produttrice e responsabile dell’acquisizione delle interviste per “Newsnight”, interpretata da Billie Piper. Determinata, pragmatica e abituata a muoversi in un ambiente competitivo, Sam individua nell’intervista al principe Andrea un’occasione giornalistica di enorme rilievo e cerca di convincere il suo interlocutore che il programma possa offrirgli la possibilità di raccontare la propria versione dei fatti. A seguirla nella preparazione dell’incontro ci sono la conduttrice Emily Maitlis, interpretata da Gillian Anderson, e la responsabile editoriale Esme Wren, affidata a Romola Garai. Il film mostra anche il ruolo di Amanda Thirsk, consigliera del principe, e quello dello stesso Andrea, interpretato da Rufus Sewell, figura costretta a confrontarsi con una crescente attenzione mediatica e con domande sempre più difficili. Più che concentrarsi sullo scandalo in sé, “Scoop” osserva i meccanismi del giornalismo televisivo: la ricerca della notizia, la costruzione delle domande, le negoziazioni sull’accesso e il delicato equilibrio tra ambizione professionale e responsabilità pubblica. La storia mette in luce il contrasto tra il linguaggio controllato delle istituzioni e la necessità, per una redazione, di incalzare il potere senza lasciarsi intimidire dal prestigio degli interlocutori. La regia di Philip Martin privilegia la tensione procedurale e il confronto umano, raccontando una squadra di donne che lavora in un sistema ancora fortemente gerarchico e dominato da figure maschili. Il film affronta così temi come la libertà di stampa, la gestione dell’immagine pubblica, la responsabilità delle élite e il ruolo del giornalismo nel dare visibilità alle domande che il potere preferirebbe evitare. Basato sul libro di Sam McAlister “Scoops”, “Scoop” non è tanto la cronaca di un singolo momento televisivo quanto il racconto della complessa macchina professionale e politica che lo ha preceduto.
Trailer
Recensioni
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