
Regarde
Riepilogo
Regarde è un dramma familiare francese diretto da Emmanuel Poulain-Arnaud, costruito attorno a Chris e alla sua ex compagna, costretti a ritrovarsi quando il loro figlio adolescente comincia a perdere progressivamente la vista. Quella che inizialmente appare come una crisi medica da affrontare con urgenza diventa anche l’occasione per fare i conti con una separazione mai davvero elaborata, con i sensi di colpa e con le responsabilità che entrambi hanno cercato, in modi diversi, di evitare. Al centro della storia ci sono dunque i due genitori, interpretati da Dany Boon e Audrey Lamy, e il ragazzo, la cui esperienza cambia radicalmente gli equilibri familiari. La malattia lo priva gradualmente di una parte essenziale della sua autonomia, ma spinge anche chi gli sta intorno a riconsiderare il modo in cui lo guarda e lo protegge. Attorno a loro si muovono parenti e persone vicine, figure che contribuiscono a mostrare le diverse reazioni alla paura: la negazione, la rabbia, il bisogno di controllo e, infine, la necessità di imparare ad ascoltare. Senza ridursi a un semplice racconto sulla disabilità, Regarde parla soprattutto di genitorialità, di fragilità e della difficoltà di restare uniti quando la vita prende una direzione inattesa. La perdita della vista diventa una metafora del rapporto tra ciò che crediamo di conoscere e ciò che scegliamo davvero di vedere negli altri. Il film alterna momenti commoventi e passaggi più leggeri, affidandosi al contrasto tra il tono di commedia familiare e la serietà della situazione. Ne emerge una storia sull’accettazione del cambiamento, sul valore della presenza e sulla possibilità di ricostruire un legame quando le parole, da sole, non bastano più.







