
Pedro Páramo
Un uomo cerca il padre Pedro Páramo in una città segnata dalla violenza e dalla rabbia per un amore non corrisposto. Tratto dal romanzo epocale di Juan Rulfo.
Riepilogo
In “Pedro Páramo” (2024), il giovane Juan Preciado arriva a Comala seguendo una promessa fatta alla madre Dolores sul letto di morte: trovare suo padre, Pedro Páramo, e chiedergli conto dell’abbandono subito dalla famiglia. Il paese che incontra, però, è un luogo sospeso tra memoria e realtà, popolato da presenze, voci e racconti frammentari che ricostruiscono lentamente una storia di violenza, rancore e desideri irrisolti. Al centro del passato di Comala c’è Pedro Páramo, potente proprietario terriero della tenuta Media Luna. Uomo ambizioso e spietato, Pedro ha costruito la propria autorità attraverso il denaro, la manipolazione e il controllo degli abitanti, lasciando dietro di sé una lunga scia di soprusi. La sua vita è segnata soprattutto dall’ossessione per Susana San Juan, un amore idealizzato e tormentato che condiziona le sue scelte e contribuisce a trascinare il paese verso la rovina. Dolores, madre di Juan, rappresenta invece una delle tante persone schiacciate dal potere di Pedro, mentre figure come il padre Rentería e Abundio rivelano, da prospettive diverse, le ferite morali e sociali di quella comunità. Tratto dal celebre romanzo di Juan Rulfo, il film di Rodrigo Prieto conserva la struttura visionaria e non lineare dell’opera originale. Il racconto procede attraverso salti temporali, ricordi, confessioni e voci provenienti da un passato che non sembra mai davvero concluso. Comala diventa così molto più di un’ambientazione: è uno spazio mentale e simbolico, una terra arida in cui le colpe dei vivi e dei morti continuano a riecheggiare. La pellicola affronta temi come l’abuso del potere, la disuguaglianza, la colpa, il lutto e l’impossibilità di liberarsi da una storia familiare e collettiva fatta di soprusi. Al centro c’è anche il rapporto tra memoria e identità: la ricerca del padre da parte di Juan è un viaggio nelle origini, ma anche l’ingresso in un mondo in cui la verità emerge solo per frammenti e ogni testimonianza può essere deformata dal dolore. L’atmosfera spettrale, la fotografia polverosa e il tono sospeso tra realismo e racconto gotico restituiscono un’opera cupa e suggestiva, più interessata a evocare la persistenza del passato che a offrire risposte immediate.
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Cast

























