Eiffel

Eiffel

2021-10-07 108 min ★ 6.2

31 marzo 1889. È il giorno dell'inaugurazione dell'Esposizione Universale a Parigi su cui domina la Torre Eiffel, monumento di ferro alto 300 metri, simbolo del prestigio della Ville Lumière, "del suo ruolo nel mondo e forse anche della sua anima". Il creatore della Torre è Gustave Eiffel, soprannominato "il mago del ferro" per la sua capacità di trasformare quel metallo in un merletto, e tuttavia sfruttarne anche tutte le potenzialità architettoniche. Ma Eiffel dovette essere convinto a realizzare l'opera che l'ha reso più celebre, ed era stato un antico amore di gioventù a spingerlo a quel gesto "libero e audace"

Riepilogo

Parigi, 1886. Gustave Eiffel è già un ingegnere di grande fama, celebrato per le sue audaci costruzioni in ferro e per il contributo alla realizzazione della Statua della Libertà. Tuttavia, quando il governo francese gli propone di progettare un’opera monumentale per l’Esposizione Universale del 1889, Eiffel non sembra intenzionato ad accettare: teme che un progetto tanto spettacolare e controverso possa compromettere la sua reputazione. La pressione delle autorità, l’ambizione dei suoi collaboratori e il desiderio di lasciare un segno nella storia lo spingono però a confrontarsi con una sfida destinata a cambiare per sempre il volto di Parigi. Al centro della vicenda c’è anche Adrienne Bourgès, il grande amore giovanile di Eiffel, interpretata da Emma Mackey. Il loro incontro, avvenuto anni prima e segnato da un’intensa attrazione, si era interrotto per le convenzioni sociali e per le scelte imposte dalla vita. Quando i due si ritrovano, il passato torna a esercitare una forza irresistibile su entrambi, alimentando una relazione appassionata e tormentata. Il legame con Adrienne diventa così una componente essenziale della nascita del progetto più celebre dell’ingegnere, secondo una lettura romanzata della storia. Romain Duris interpreta un Gustave Eiffel pragmatico e visionario, uomo capace di trasformare il ferro in strutture leggere, eleganti e apparentemente impossibili, ma anche combattuto tra il riconoscimento pubblico e i propri sentimenti. Accanto a lui si muovono collaboratori, committenti e oppositori, figure che rappresentano le difficoltà tecniche e politiche di un’opera senza precedenti. La costruzione della torre, destinata a dominare l’Esposizione Universale e a celebrare il progresso della Francia, diventa una vera battaglia contro lo scetticismo, i limiti dell’ingegneria e le resistenze di una società ancora legata ai modelli architettonici tradizionali. Diretto da Martin Bourboulon, Eiffel è un dramma storico-romantico che intreccia biografia, melodramma e spettacolo visivo. Il film alterna la dimensione pubblica dell’impresa, fatta di calcoli, progetti e cantieri, a quella privata di una passione rimasta sospesa nel tempo. La torre non è soltanto un monumento: rappresenta il desiderio di superare i confini conosciuti, il rapporto tra arte e tecnologia e la tensione tra il bisogno di stabilità e la spinta verso il futuro. Al tempo stesso, la storia esplora il prezzo delle ambizioni personali e il modo in cui amore, memoria e creatività possono influenzarsi reciprocamente. Pur prendendosi ampie libertà rispetto alla documentazione storica, Eiffel costruisce un racconto accessibile e coinvolgente, sostenuto dalla ricostruzione della Parigi di fine Ottocento e dalla spettacolarità delle fasi progettuali. Più che una biografia completa dell’ingegnere, il film propone l’interpretazione romantica di un momento decisivo: quello in cui un uomo, sospeso tra il passato e il futuro, trova nella propria esperienza personale la motivazione per concepire un simbolo destinato a diventare eterno.

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