
Baghead
Riepilogo
In Baghead, horror soprannaturale e dramma familiare si incontrano nella storia di Iris, una giovane donna che vive a Berlino e che, dopo la morte del padre Owen, eredita un vecchio pub chiamato The Queen’s Head. Il locale, però, porta con sé un’eredità ben più inquietante: nei suoi sotterranei è rinchiusa una misteriosa creatura femminile dal volto coperto da un sacco, conosciuta come Baghead. Iris scopre che l’entità possiede un potere apparentemente straordinario: può assumere le sembianze dei defunti e permettere ai vivi di parlare con loro per un breve periodo. La possibilità di riavere un ultimo dialogo con una persona amata sembra offrire conforto a chi è tormentato dal lutto, e Iris inizia a sfruttarla per risollevare le sorti economiche del pub. Tra i suoi primi clienti ci sono persone incapaci di accettare una perdita, mentre la stessa Iris deve fare i conti con il rapporto irrisolto con il padre e con i segreti legati alla sua attività. Accanto a lei ci sono la sua amica Katie, coinvolta suo malgrado negli eventi, e Neil, un uomo segnato da una tragedia personale che vede nell’incontro con Baghead una possibile occasione di redenzione. Il passato di Owen e le regole che governano la creatura diventano progressivamente centrali, mentre ogni evocazione rivela quanto sia rischioso cercare di manipolare il confine tra la vita e la morte. Diretto da Alberto Corredor e tratto dal suo omonimo cortometraggio, il film costruisce la paura soprattutto attorno al desiderio umano di riaprire ferite mai rimarginate. Baghead riflette sul lutto, sul senso di colpa e sull’illusione che una conversazione possa cancellare il dolore o correggere le scelte del passato. Il soprannaturale diventa così una metafora della difficoltà di lasciar andare i morti, mentre l’atmosfera claustrofobica del pub e dei suoi sotterranei alimenta una tensione costante. Pur puntando sui meccanismi del cinema horror, la pellicola suggerisce che il vero pericolo non risiede soltanto nell’entità, ma anche nella tentazione di sfruttare la sofferenza e il bisogno di consolazione altrui.









